Quattordici.

La conquista degli oceani.


60. Alla base delle esplorazioni atlantiche.

   Da: I. Wallerstein, Il sistema mondiale dell'economia moderna,
Il Mulino, Bologna, 1978

 Il sociologo statunitense Immanuel Wallerstein puntualizza in
questo passo alcune delle cause che furono alla base
dell'espansione atlantica europea, e che, secondo lui, vanno al di
l del tradizionale miraggio dell'oro e dei prodotti di lusso,
della spinta demografica e dello spirito di crociata, comprendendo
soprattutto l'importazione di materie prime come grano, zucchero,
combustibili, legnami eccetera I territori extraeuropei
cominciavano a servire, insomma, da grande riserva periferica di
nuove terre e nuovo lavoro per la dominante Europa.


   Le grandi esplorazioni, l'espansione atlantica furono, dopo la
grande avanzata dell'Occidente nell'XI secolo, la seconda spinta
dell'Europa; questa spinta si realizz perch lo slancio era
maggiore, la base sociale e tecnologica pi solida, le motivazioni
pi urgenti. [...] Cosa cercavano gli esploratori? Metalli
preziosi e spezie, ci dicono i testi scolastici. Ci senza dubbio
era vero; ma solo fino ad un certo punto.
   Nel Medioevo l'Europa cristiana ed il mondo arabo erano in un
rapporto simbiotico riguardo all'oro e all'argento: in materia
monetaria le due aree potevano essere considerate un tutto:
l'Occidente coniava argento, l'Islam oro. Come risultato di un
lungo squilibrio di prezzi l'argento flu verso Oriente
provocandone l'accumulazione nel mondo arabo. Le esportazioni di
argento non stimolarono pi l'importazione di oro. Solo
l'espansione del commercio dell'oro attraverso il Sahara, nel
tredicesimo secolo, rese possibile a Firenze e a Genova il conio
di monete d'oro. L'Europa rimaneva avida di metalli preziosi sia
per la monetazione che per gli scambi. La ricerca d'oro attraverso
le rotte marittime fu indiscutibilmente uno degli interessi dei
navigatori portoghesi. Si cercavano oro ed argento per la
circolazione monetaria in Europa, ma ancor pi per gli acquisti in
Oriente. Quali acquisti? Di nuovo, ogni scolaro lo sa: le spezie e
i gioielli. Per chi? Per i ricchi che li usavano come simboli
della loro raggiunta opulenza. In quest'epoca i rapporti tra
l'Europa e l'Asia sono stati riassunti come scambi di beni di
lusso. Oro e argento fluivano all'Est per decorare templi, palazzi
e vesti delle classi aristocratiche asiatiche, e gioielli e spezie
fluivano all'Ovest. [...].
   Sono tuttavia scettico sul fatto che lo scambio di generi di
lusso, per quanto vasto apparisse al pensiero consapevole delle
classi superiori europee, possa aver sostenuto un'impresa cos
colossale come l'espansione nel mondo atlantico, e tanto meno
spiegare la creazione di un'economia-mondo europea. Sul lungo
periodo, i prodotti di largo consumo spiegano i progressi
economici dell'uomo meglio dei beni di lusso. L'Europa occidentale
aveva bisogno nel quattrodicesimo e nel quindicesimo secolo di
cibo (pi calorie ed una migliore distribuzione dei prezzi del
cibo) e di combustibili. L'espansione nelle isole mediterranee e
atlantiche, e poi nell'Africa settentrionale e occidentale e al di
l dell'Atlantico, come pure nell'Europa dell'est, nelle steppe
della Russia e infine nell'Asia centrale forn cibo e
combustibile. Essa estese la base territoriale del consumo europeo
creando un'economia politica in cui questa base di risorse veniva
consumata in maniera disuguale, sproporzionata, da parte
dell'Europa occidentale. Questa non fu l'unica via. Ci fu anche
l'innovazione tecnologica che aument il rendimento agricolo,
innovazione che cominci nelle Fiandre fin dal tredicesimo secolo
e che si estese all'Inghilterra, ma soltanto nel sedicesimo. Ma
tale innovazione tecnologica doveva con tutta probabilit
verificarsi proprio dove vi era una popolazione densa ed uno
sviluppo industriale, come nelle Fiandre del Medioevo, che erano
proprio il luogo dove essa divenne pi utile per trasformare la
coltivazione della terra in prodotti commerciali, allevamento di
bestiame e orticoltura, e di conseguenza richiese l'importazione
di cereali (grano) in grande quantit. [...] Dunque, il processo
di innovazione agricola stimol e non imped la necessit di
espandersi.
   Il grano fu al centro della nuova produzione e del nuovo
commercio nel quindicesimo e nel sedicesimo secolo. All'inizio,
l'Europa trov nelle foreste del Nord e nelle pianure del
Mediterraneo le sue Americhe interne, secondo l'acuta frase di
Fernand Braudel [storico francese, 1902-1985]. Ma le Americhe
interne non bastavano. Vi fu allora un'espansione ai confini,
prima di tutto verso le isole. [...].
   Ma non si edifica una buona dieta soltanto sulla base dei
cereali. Uno degli elementi pi importanti nella dieta europea 
lo zucchero, che serve sia come fonte di calorie sia come
sostitutivo dei grassi. Inoltre, si pu usare anche per le bevande
alcooliche (in particolare il rum). E, in seguito, sarebbe stato
usato per il cioccolato che gli Spagnoli conobbero presso gli
Aztechi, e che sarebbe diventato una bevanda assai apprezzata,
almeno in Spagna, a partire dal diciassettesimo secolo.
   Anche lo zucchero fu uno dei motivi principali di espansione
nelle isole. E, a causa del suo modo di produzione, con lo
zucchero venne la schiavit. Essa cominci nel Mediterraneo
orientale nel dodicesimo secolo e di l si spost verso ovest.
L'espansione nell'Atlantico fu semplicemente la sua continuazione
logica. In realt, E. E. Rich [storico contemporaneo che si 
occupato dell'espansionismo europeo] rintraccia la schiavit
africana in Portogallo a partire dal 1000, dato che gli schiavi
venivano comprati commerciando con i predoni maomettani.
   La carne era indubbiamente meno importante del grano, e la sua
importanza si ridusse considerevolmente e in modo costante nel
periodo che va dal 1400 al 1750. [...] Tuttavia la richiesta di
carne fu uno dei motivi del commercio di spezie, non delle spezie
asiatiche per gli afrodisiaci dei ricchi, ma degli aromi africani
che venivano usati in sostituzione del pepe come pure per il vino
speziato. Queste spezie erano appena in grado di rendere
accettabile la focaccia d'avena. [...].
   Oltre al cibo, l'altro grande bisogno di base era il legname -
legname come combustibile e per le costruzioni. Lo sviluppo
economico medioevale e la rozza tecnica di silvicoltura avevano
portato ad un lento ma costante disboscamento dell'Europa
occidentale, dell'Italia, della Spagna e delle isole del
Mediterraneo. In particolare scarseggiavano le querce. Dall'inizio
del sedicesimo secolo l'area baltica aveva cominciato ad esportare
grandi quantit di legname in Olanda, in Inghilterra e nella
penisola iberica.
   Bisogna ricordare che esisteva anche la necessit di fornirsi
di vestiario. C'era naturalmente il commercio di beni di lusso, la
domanda di seta, la cui storia fin dall'antichit era legata alla
domanda di gioielli e spezie. L'industria tessile in espansione,
la prima importante nello sviluppo industriale europeo,
corrispondeva a qualcosa di pi di un commercio di lusso, e
richiedeva materie prime per la lavorazione: materie coloranti per
il cotone e la lana da tessere e resina che veniva usata per
apprettare le sete nel processo di fissaggio.
   La spinta all'esplorazione non va ricercata soltanto nei
prodotti che l'Europa sperava di ottenere, ma anche nelle esigenze
di lavoro di vari gruppi in Europa. Furono i cronisti iberici del
tempo, e quelli immediatamente successivi, a notare per primi che
l'idea di portare avanti la Reconquista fu dettata dalla necessit
di trovare un impiego utile per coloro che avevano vissuto sulle
scorrerie di frontiera per quasi un secolo.
   La causa dell'espansione fu la sovrappopolazione? E' una
domanda che complica la situazione. Braudel afferma che il
Mediterraneo occidentale era sicuramente sovrappopolato e porta
come prova le ripetute espulsioni degli Ebrei e pi tardi dei
Moriscos [musulmani rimasti in Spagna dopo la reconquista] dai
vari paesi. Ma altri sostengono che, come motivazione
dell'espansione nel quindicesimo e nel sedicesimo secolo, la
questione della sovrabbondanza della popolazione era trascurabile.
[...] In Europa c'era spazio materiale per una popolazione anche
crescente. In realt questo fa parte del problema che condusse
all'espansione. Lo spazio materiale era un punto di forza dei
contadini di fronte ai nobili, e quindi un fattore del declino
delle rendite signorili, nella crisi del feudalesimo. Le societ
d'Europa risposero in modi diversi. Uno fu quello di definirsi
(almeno implicitamente) sovrappopolate e quindi di sostenere la
necessit di spazi pi vasti. [...].
   Infine, si pu spiegare l'espansione oltremare con lo spirito
crociato, con il bisogno di evangelizzare? Ancora una volta, il
problema complica le cose. Senza dubbio il Cristianesimo assunse
una forma militante nella penisola iberica, dove i conflitti
nazionali erano stati a lungo definiti in termini religiosi. Senza
dubbio questa era un'epoca di sconfitta cristiana per mano dei
Turchi nell'Europa sud-orientale, ove essi giunsero sino alle
porte di Vienna. In questo senso l'espansione atlantica pu essere
anche considerata una reazione psicologica alla sconfitta, un
fenomeno di compensazione, una sorta di fuga in avanti.
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